L’Unione europea non ha ancora una posizione chiara su chi dovrebbe rappresentarla in eventuali negoziati per porre fine all’aggressione russa contro l’Ucraina. Il primo ministro ceco Andrej Babiš sostiene il nome del cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“Per me è chiaramente il cancelliere tedesco Merz a dover guidare una qualche missione diplomatica sulla base di un mandato del Consiglio e della Commissione”, ha dichiarato Babiš prima della partenza per il vertice tra Unione europea e dei Balcani occidentali.

Secondo Babiš, la prosecuzione del conflitto non sarebbe positiva. Allo stesso tempo ha sottolineato che la Russia è l’aggressore e che l’attenzione del presidente statunitense Donald Trump è attualmente concentrata soprattutto sulla situazione in Medio Oriente e sul blocco dello Stretto di Hormuz.

Il sostegno di Babiš arriva pochi giorni dopo che Friedrich Merz ha acceso il dibattito proponendo un modello di “associazione” per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

Putin propone Schröder

Negli ultimi giorni è intervenuto anche Vladimir Putin, affermando che sceglierebbe l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come mediatore nei colloqui.

Secondo il leader russo, una soluzione del conflitto riguarda direttamente Russia e Ucraina, ma “se qualcuno vuole aiutare, ne siamo grati”, aggiungendo che la guerra, a suo giudizio, si starebbe avvicinando alla fine.

La proposta del presidente russo è stata però respinta dalla responsabile della diplomazia europea, l’alta rappresentante Kaja Kallas, e da diversi altri leader europei.

“Se permettessimo alla Russia di nominare il nostro negoziatore, non sarebbe una scelta molto saggia”, ha dichiarato Kallas. “Dato il ruolo di lobbying di Schröder per aziende statali russe, si troverebbe di fatto su entrambi i lati del tavolo”.

Diversi nomi in discussione

La questione di un possibile inviato europeo resta quindi aperta. Sia Kiev sia Mosca concordano tuttavia sul fatto che l’Europa dovrebbe scegliere una sola figura, e non una squadra di più persone.

Secondo il sito Politico, diversi nomi sono in discussione. Tra questi figura anche la stessa Kallas.

Si ipotizzano inoltre l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente finlandese Alexander Stubb e l’ex primo ministro italiano Mario Draghi.

Fonti vicine a Kyiv sostengono tuttavia che l’inviato dovrebbe avere un forte sostegno dell’Unione ma non provenire direttamente da un Paese dell’Unione, verso il quale Putin nutre una profonda sfiducia. Questo potrebbe aprire la strada a figure come il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide o il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da update-eu disponibile qui.

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